da Giacomo Castagnini | 24 Apr, 2026 | Critica d'Arte
Qualcuno osserva un’opera di Ibrahim Mahama – vede un sacco di juta cucito, strappato, logoro e pensa a Burri. Quel sacco sale su una parete, avvolge una vela, fascia un’architettura, e subito il riflesso cambia nome: Christo e Jeanne-Claude. È una scorciatoia...